Yamaha Tracer 900 2015-2020: i consigli per scegliere un buon usato

Dal 2015 è una delle crossover più divertenti e gustose del mercato: bestseller della sua categoria, è forte di un motore vivace, prestazioni brillanti e buona attitudine ai viaggi. Pochi i difetti (presenti più che altro sulla prima serie) risolvibili con una manutenzione accurata e costante

1/12 Yamaha Tracer 900 GT (foto ufficiale della Casa)

1 di 4

Ha inaugurato il nostro Long Test, percorrendo per prima la maratona dei 50.000 km tutti d’un fiato e uscendone a testa alta, dimostrando grande robustezza (qui i risultati). Ma non è solo per l’ormai comprovata affidabilità che la Yamaha Tracer 900 è una delle crossover più apprezzate degli ultimi anni. Arrivata alla sua terza generazione (con il nome Tracer 9), la poliedrica tre cilindri (che condivide la meccanica con la MT-09) è una delle moto più gustose della sua categoria e ha, da sempre, un rapporto qualità/prezzo invidiabile, che fa passare in secondo piano qualche sbavatura. L’opzione di un esemplare usato non procura particolari grattacapi e anzi può rivelarsi un acquisto felice. Come al solito, per prima cosa valutate moto che abbiano eseguito tutti i tagliandi e la manutenzione periodica.

Quale modello scegliere? Le versioni GT (disponibili dal MY 2018) sono generalmente più care, ma anche più complete e fruibili, specialmente se avete in mente un utilizzo turistico della moto. Dal 2018 la Tracer 900, apparsa per la prima volta nel 2015, ha giovato di un primo step evolutivo, con modifiche estetiche, ma anche molte migliorie votate al comfort (sella ed ergonomia riviste, oltre al plexiglas più ampio) e alla guida (forcellone più lungo per migliorare stabilità e trazione), oltre all’omologazione Euro 4. Per il resto, la meccanica di base è la stessa, quindi anche un MY 2015- 2017 non è da sottovalutare. Il motore è egualmente solido e sono segnalati solo sporadici casi di tendicatena della distribuzione da sostituire: sentire girare il tre cilindri vi rivelerà immediatamente – con un’eccessiva rumorosità meccanica – se sia il caso della moto che avete nel mirino.

Una prova del veicolo, prima dell’acquisto, si rivela fondamentale per verificare che il motore giri senza “zoppicare” e che si avvii sempre prontamente. Difficoltà di avviamento a caldo e irregolarità del regime minimo infatti possono essere sintomo di trascuratezza nella manutenzione da parte del precedente proprietario. Può capitare infatti che si formino depositi carboniosi sulle valvole a farfalla del sistema di alimentazione – difetto riscontrato anche durante il nostro Long Test – ma si risolve facilmente con una pulizia attenta dei componenti interessati. Non affidatevi ad un meccanico generico né tantomeno provate a farlo nel box di casa. Rivolgetevi ad un concessionario ufficiale: la spesa potrebbe essere un po’ più sostenuta, ma si tratta di elementi che non vanno trascurati per assicurarsi il perfetto funzionamento del motore. Per valutare l’integrità del modello che si sta pensando di acquistare non bastano i soliti controlli su piedini forcella e manubrio per capire se la moto ha subìto incidenti.

Sdraiatevi a terra e date un’occhiata alla parte bassa del basamento: il tre cilindri giapponese si sviluppa in altezza e – se chi l’ha guidata prima di voi era solito scendere dai marciapiedi senza troppo riguardo o magari si è avventurato in qualche facile sterrato - la coppa dell’olio può presentare segni di impatti poco salutari. Per prevenire problemi, gli ingegneri di Iwata hanno spostato la vite di scarico del lubrificante in posizione più riparata, a partire dalla seconda serie; ma se state valutando una MY 2015-17, accertatevi che questo elemento non sia compromesso.

• Leva frizione 55 euro

• Leva freno ant. 74 euro

• Pedale freno post. 53 euro

• Pedalina cambio 107 euro

• Pedana pilota (dx/sx 42/40 euro

• Specchietto 52 euro

• Pastiglie freno ant. 51 euro (x2)

• Pastiglie freno post. 46 euro

• Kit trasmissione finale 200 euro

• Batteria 154 euro

• 2015-2016 da 6.000 a 8.000 euro

• 2017-2018 da 7.500 a 9.000 euro

• 2019-2020 da 8.500 a 10.000 euro

Il sito del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti riporta due richiami per la Tracer 900. Il primo riguarda l’instabilità dei riser manubrio; il secondo invece interessa il rinvio del cambio, che potrebbe rompersi.

I video di MOTOCICLISMO

Guarda tutti i video di MOTOCICLISMO >>
© RIPRODUZIONE RISERVATA